Salta al contenuto principale

Carpenteria leggera di precisione dal 1961 – CIM LASER

Info e news sulla carpenteria leggera di precisione

Info e news sulla carpenteria leggera di precisione

In fase di progettazione di un componente metallico destinato al contatto con gli alimenti, la scelta della finitura superficiale pesa quanto quella del materiale stesso. Un acciaio idoneo lavorato con parametri sbagliati può infatti dare origine a un pezzo non conforme, mentre una finitura corretta, definita già sul disegno, evita rilavorazioni e contestazioni a valle.

Ma soprattutto consente di realizzare manufatti metallici sicuri per chi li utilizza.

Quali normative tenere presenti già in fase di disegno?

Le direttive da tenere in considerazione quando si realizzano manufatto metallico che deve essere idoneo al contatto con gli alimenti sono di diverso tipo. Oltre al Regolamento MOCA, che definisce i requisiti generali dei materiali a contatto con gli alimenti, ci sono standard tecnici più specifici da considerare nella scelta di acciaio e finitura. Di seguito alcuni esempi.

La norma EN 10088 specifica le tipologie di acciai inossidabili idonei per applicazioni alimentari, definendone composizione chimica e proprietà meccaniche. Per i trattamenti di passivazione e decapaggio, i riferimenti internazionali sono le norme ASTM A-967 e ASTM A-380, che definiscono le procedure per garantire superfici pulite e protette dopo la lavorazione. Chi lavora per il settore lattiero-caseario o delle bevande deve inoltre tenere conto degli standard 3-A Sanitary, che indicano requisiti specifici di progettazione e finitura per i componenti a contatto diretto con il prodotto.

Il parametro da cui partire: la rugosità Ra

Il primo dato da fissare quando si vuole realizzare un manufatto metallico idoneo al contatto alimentare è la rugosità superficiale, espressa come Ra. Le linee guida EHEDG (European Hygienic Engineering & Design Group), il riferimento più utilizzato a livello europeo per il design igienico delle attrezzature alimentari, indicano Ra ≤ 0,8 µm come soglia per le superfici a contatto con gli alimenti: un valore che riduce i punti di adesione microbica e di conseguenza facilita le operazioni di pulizia.

Non è necessario però esagerare in senso opposto: scendere sotto gli 0,2 µm per il valore Ra potrebbe alzare in modo sproporzionato i costi di lavorazione senza portare benefici igienici significativi per la maggior parte delle applicazioni alimentari standard. Una volta stabilito il valore target, resta da capire come raggiungerlo.

E se il valore Ra target non compare esplicitamente nel disegno tecnico? La finitura finale dipende dalla sensibilità di chi esegue la lavorazione: questo è già un primo errore da evitare in fase progettuale, perché è sempre bene dare delle specifiche precise. Ma se ci si affida a un partner esperto di MOCA, si può essere certi che rispetterà le normative.
In ogni caso, Nel disegno tecnico devono essere riportati anche riferimenti normativi precisi: indicarli genericamente nel capitolato non basta se poi mancano sul disegno esecutivo.

Dal valore target al processo: lucidatura meccanica o elettrolucidatura

Il valore Ra scelto si traduce in un processo di lucidatura, e qui la storia lavorativa del pezzo deve essere tenuta in grande considerazione.

La lucidatura meccanica lavora per asportazione fisica degli strati superficiali, mediante l’azione di utensili o spazzole abrasive, ed è indicata per rimuovere segni di lavorazione localizzati e ottenere una finitura omogenea. L’elettrolucidatura è invece un trattamento elettrochimico, spesso applicato su acciaio già presatinato meccanicamente, che rimuove in modo mirato gli aloni residui lasciati da piegatura e saldatura. Su un pezzo con molte saldature o geometrie complesse, un trattamento chimico mirato sulle zone più critiche risulta quindi spesso più efficace di una lucidatura meccanica generalizzata su tutta la superficie.

Il punto in cui tutto può saltare: la saldatura

Anche un disegno impeccabile che porta tutte le informazioni necessarie su rugosità, processo e norme può essere vanificato da un solo punto critico: hai fatto tutto corretto sulla carta, ma hai dimenticato che devi effettuare una saldatura.

Il cordone di saldatura può trattenere residui e creare micro-porosità, condizioni in cui i batteri trovano terreno favorevole a proliferare, vanificando il valore Ra ottenuto sul resto della superficie. Un errore progettuale frequente è proprio considerare la saldatura conclusa con la giunzione del pezzo, senza prevedere già sul disegno un passaggio successivo di passivazione o lucidatura mirato su quella zona specifica.

Protech (3)

La verifica finale: il test di migrazione

Rugosità corretta, processo adeguato, norme richiamate e saldature trattate: a questo punto resta un solo modo per accertare che il risultato sia un manufatto davvero conforme all’utilizzo in ambito alimentare. Il test di migrazione, condotto da laboratori specializzati, verifica che non ci sia cessione di sostanze dal metallo all’alimento, e lo fa guardando il pezzo finito nel suo complesso, non il materiale di partenza isolato. È la prova che tiene insieme tutte le scelte fatte a monte, dal disegno alla lavorazione finale.

In CIM Laser affianchiamo i nostri clienti già in fase progettuale per definire come realizzare ogni manufatto con le lavorazioni più adatte al contatto alimentare, dalla lucidatura a specchio alla satinatura, fino alla sbavatura con il nostro metodo proprietario CIM Silk, applicabile a superfici piane, cilindriche o di altre sezioni.

Grazie al nostro Protocollo Perfection, un sistema di lavoro collaudato, garantiamo risultati coerenti dal disegno alla consegna del pezzo finito.

Per sapere cosa possiamo fare per te, CONTATTACI.

La marcatura laser dei manufatti metallici permette di identificare componenti e prodotti attraverso incisioni precise. Tuttavia, non tutte le marcature rispondono alle stesse esigenze: a seconda delle caratteristiche del pezzo e della posizione dell’incisione, possono essere necessarie tecnologie differenti.

In CIM Laser utilizziamo due diverse modalità di marcatura laser, scegliendo tra il laser Ponte Fibra Cutlite Penta e una stazione di marcatura laser portatile in base alle specifiche esigenze produttive: dalla marcatura di superfici protette dalla plastica o già sottoposte a lavorazioni estetiche fino a lamiere difficili da trasportare, riuscendo a incidere anche sui punti più nascosti del pezzo.

Se hai esigenze specifiche di marcatura laser per manufatti metallici, contattaci: analizzeremo le caratteristiche del pezzo e individueremo la soluzione più adatta alle tue necessità.

Quando la tua commessa è pronta e i manufatti di carpenteria metallica sono stati tagliati, piegati, saldati e lucidati a regola d’arte, ti aspetti che tutto sia ormai a posto. Poi però arriva la consegna e, aprendo l’imballo, scopri un graffio sulla superficie inox o uno spigolo ammaccato. Il problema in questo caso non è la lavorazione: è come il pezzo ha viaggiato.

Nella carpenteria metallica di precisione l’imballaggio potrebbe essere considerato l’ultimo passaggio, quasi una formalità prima della spedizione. In realtà è parte integrante della qualità del prodotto finito: un componente perfetto che arriva danneggiato non è, a tutti gli effetti, un componente consegnato, perché non può essere utilizzato.

Imballaggi per elementi di carpenteria metallica 4

Perché un imballaggio poco professionale può costarti più di uno accurato?

Scegliere una protezione minima per risparmiare qualche euro per ogni collo può sembrare a prima vista una decisione ragionevole, soprattutto se lavori su volumi alti. Ma il calcolo cambia se consideri cosa succede quando l’imballaggio non regge: un componente da rifare e sostituire, un cliente da rassicurare, una consegna da riorganizzare.

Il costo nascosto di un imballaggio inadeguato emerge dopo, sotto forma di rilavorazioni, ritardi e tempo del personale impiegato per gestire il problema invece che per produrre. Non è un costo solo per chi si occupa di carpenteria metallica, ma anche per il cliente, che si trova a dover riprogrammare il suo lavoro per attendere il nuovo pezzo.

I metalli possono rovinarsi in diversi modi, e soprattutto se si lavora in un settore in cui la precisione è essenziale non si può accettare un manufatto compromesso. Ad esempio, l’acciaio inox con una finitura superficiale (satinata, lucida a specchio, spazzolata) è un elemento delicato. Un graffio su una lamiera inox lucidata non è solo un difetto estetico: in molte applicazioni, dal settore alimentare a quello farmaceutico, la superficie ha anche una funzione igienico-sanitaria, e un’abrasione può compromettere la conformità del pezzo, non solo il suo aspetto.

Durante il trasporto, i rischi per i componenti inox sono tanti, come il contatto diretto tra superfici metalliche, le vibrazioni prolungate che causano microabrasioni, e l’umidità, che può favorire fenomeni di corrosione se il pezzo non è adeguatamente isolato. Un imballaggio pensato per la carpenteria di precisione tiene conto di tutti questi fattori, non solo della resistenza agli urti.

Imballaggi per elementi di carpenteria metallica 2

Quanto tempo perdi davvero per una rilavorazione evitabile?

Quando un componente arriva danneggiato, il tempo perso non si limita alla sostituzione del pezzo. Bisogna verificare l’entità del danno, capire se è possibile una rilavorazione o se serve rifare completamente il pezzo, riorganizzare la logistica e, spesso, rinegoziare le tempistiche. Sono ore sottratte alla produzione per gestire un imprevisto che un imballaggio adeguato avrebbe evitato in partenza.

Per componenti di carpenteria di precisione, dove tolleranze e finiture sono parte del valore del pezzo, questo tempo pesa ancora di più: rifare un componente non significa solo ripetere un taglio o una piegatura, ma rimettere in moto un intero processo di controllo qualità.

Inoltre non tutti i danni sono visibili già all’apertura del collo. Una leggera deformazione o una micro-abrasione possono emergere solo in fase di montaggio, quando ormai il pezzo dovrebbe essere pronto per entrare in funzione. A quel punto il problema coinvolge direttamente chi doveva installare il componente, con conseguenze su tempi e costi che si moltiplicano lungo la catena.

Come dovrebbe essere pensato un imballaggio per la carpenteria di precisione

Un imballaggio efficace per componenti di carpenteria metallica dovrebbe essere pensato insieme al pezzo, non aggiunto a fine produzione. Questo significa personalizzare l’imballo in base alle modalità di trasporto e alle caratteristiche del prodotto, curando dettagli pratici come il rinforzo degli spigoli delle casse e il riempimento degli spazi vuoti per stabilizzare il carico e assorbire gli urti.

Imballaggi per elementi di carpenteria metallica 3

Non esiste una soluzione unica valida per ogni pezzo: la scelta dell’imballaggio più adatto dipende da fattori come la finitura superficiale del componente, le sue dimensioni e la distanza di trasporto.

In CIM Laser l’imballaggio viene considerato parte del controllo qualità, non un’operazione accessoria. Ci impegniamo a farti avere i tuoi pezzi pronti da usare, curandone al meglio la progettazione, la realizzazione e anche la spedizione. Anche per questo siamo un partner che garantisce oltre 60 anni di esperienza nelle lavorazioni metalliche e un know-how che abbraccia ogni tipo di materiale e di esigenze, assicurandoti la serenità del nostro esclusivo Protocollo Perfection.

Nel taglio laser, la qualità del risultato non dipende soltanto dalla tecnologia utilizzata, ma anche dal gas di assistenza impiegato durante la lavorazione.

L’azoto viene principalmente scelto per questo tipo di lavorazioni sia perché previene l’ossidazione sui bordi tagliati, che così risultano lisci e senza scorie, sia perché riduce la resistenza al taglio.

Vediamo nel dettaglio come usare il generatore d’azoto per ottenere questi risultati.

Il generatore di azoto è uno strumento che, mediante processi specifici, separa l’azoto dagli altri gas atmosferici e lo immette nell’ugello della testa di taglio con una pressione inferiore all’aumentare dello spessore della lamiera.

La pressione di espulsione del gas non è l’unico parametro da configurare correttamente, ci sono altre caratteristiche necessarie per ottenere un taglio laser pulito e veloce ed è qui che l’esperienza del tuo fornitore può garantirti un risultato ottimale.

Grazie al nostro generatore d’azoto, in CIM Laser realizziamo lavorazioni di taglio laser con la massima precisione, continuità operativa e qualità, senza dipendere dalle tradizionali bombole.

Vuoi saperne di più? CONTATTACI!