Carpenteria leggera di precisione dal 1961 – CIM LASER

Fabio Moriggi

Fabio Moriggi

Nel settore alimentare, la conformità non riguarda solo ciò che finisce nel piatto. Riguarda anche tutto ciò che tocca il cibo prima che venga ingerito: non stiamo parlando delle stoviglie e delle posate, ma di tutte le attrezzature necessarie per la trasformazione, il confezionamento e il trasporto dei cibi. Elementi come serbatoi, impastatrici, nastri trasportatori, banchi di lavorazione, utensili e molti altri devono tutti rispettare delle normative stringenti per essere giudicati idonei al contatto con il cibo. Ogni superficie che entra in contatto diretto o indiretto con un alimento è infatti soggetta a una normativa precisa: il Regolamento (CE) 1935/2004, noto come quadro normativo MOCA.

MOCA e applicazioni conformi

MOCA è l’acronimo di Materiali e Oggetti a Contatto con gli Alimenti. Il regolamento in questione stabilisce che questi materiali devono essere sufficientemente inerti da escludere il trasferimento ai prodotti alimentari di sostanze in quantità tali da mettere in pericolo la salute umana, o da comportare una modifica inaccettabile della composizione dei prodotti alimentari o un deterioramento delle loro caratteristiche organolettiche.

Ovviamente le norme del Regolamento si applicano anche alle attrezzature e agli elementi metallici che vengono utilizzati nell’industria alimentare: anche un semplice tavolo in acciaio, come quelli che si impiegano nei ristoranti o nelle attività commerciali, deve essere prodotto in modo da garantire la massima sicurezza, così come un mestolo.

I produttori di materiali e oggetti destinati al contatto con gli alimenti devono anche emettere una Dichiarazione di Conformità MOCA, documento che certifica che i materiali rispettano i requisiti di legge. In caso di violazione, le sanzioni previste dal D.Lgs. 29/2017 possono essere molto severe e portare anche al ritiro del prodotto dal mercato.

La Dichiarazione di Conformità MOCA deve seguire tutta la catena delle imprese di lavorazione, trasformazione e distribuzione, e viene aggiornata e rilasciata da ogni impresa rispetto alla precedente. La responsabilità è reale: a partire dal produttore iniziale delle materie prime fino al distributore finale, ciascuno rilascia la propria dichiarazione di conformità al soggetto economico a valle e detiene quella ricevuta dal soggetto economico a monte. La Dichiarazione viene inoltre accompagnata da documentazione tecnica che comprende risultati di analisi, certificati rilasciati dai fornitori, schede tecniche e altro.

Materiali e processi

Ma quindi è sufficiente selezionare dei materiali specifici per garantire l’assenza di trasferimento di contaminanti sui cibi? Purtroppo no. La situazione è decisamente più complessa di così: usare, ad esempio, acciaio INOX AISI 304 o 316L per realizzare una superficie per la lavorazione degli alimenti non è una condizione sufficiente a garantire la sicurezza dei cibi.

Questo perché il materiale può essere idoneo, ma il processo con cui è stato lavorato può renderlo non conforme. Le superfici devono essere decapate, passivate e lucidate. In particolare, quest’ultima lavorazione è essenziale per avere delle superfici con una rugosità Ra ≤ 0,8 µm, considerata ottimale per garantire la massima sanificabilità e assenza di residui che si “incastrano” sulla superficie e ne impediscono una pulizia accurata.

Le lavorazioni a rischio

Sono diverse le lavorazioni metalliche che possono compromettere l’integrità degli alimenti che vengono a contatto con una superficie trattata. Le saldature TIG ad esempio richiedono una particolare attenzione: il problema principale è la formazione della zona termicamente alterata (ZTA), dove possono generarsi ossidi superficiali e si riduce la resistenza alla corrosione (soprattutto negli acciai inox se non trattati correttamente). Inoltre, il cordone di saldatura può trattenere residui e creare micro-porosità, diventando un punto di accumulo batterico. L’incollaggio può essere conforme MOCA, ma solo se si utilizzano adesivi certificati per uso alimentare e si rispettano processi controllati. In caso contrario, il rischio è la migrazione di sostanze chimiche verso l’alimento.

Anche il taglio laser, se eseguito senza adeguato controllo del gas (ad esempio azoto puro), può generare ossidazione dei bordi del manufatto e lasciare superfici non idonee al contatto alimentare. Con l’uso di gas inerti (come azoto ad alta purezza), questo rischio si riduce molto.

Cosa fare, quindi, se una lavorazione è considerata “a rischio”? Non potrà essere effettuata? Serve avere qualche accortezza in più: per avere un risultato finale conforme MOCA, ad esempio, la saldatura può essere seguita da trattamenti come passivazione, decapaggio o lucidatura.

L’obiettivo è avere sempre superfici metalliche senza graffi o micro-cavità e con una rugosità minima, quindi devono essere tenute sotto controllo le lavorazioni di carpenteria che alterano la chimica del materiale, che introducono contaminanti o che creano geometrie difficili da pulire sul manufatto.

Produrre componenti metallici MOCA conformi richiede un approccio integrato: vanno scelti materiali certificati, i processi devono essere controllati ed eseguiti in ambienti dedicati e, ultimo ma di fondamentale importanza, è essenziale disporre della documentazione completa a corredo di ogni pezzo consegnato.

In CIM Laser siamo esperti e qualificati per la realizzazione di manufatti metallici idonei al contatto alimentare. Eseguiamo tutte le lavorazioni di perfezionamento dei pezzi con la massima precisione, come ad esempio lucidatura a specchio, satinatura e sbavatura. Per quest’ultima lavorazione abbiamo elaborato anche un metodo proprietario che si chiama CIM Silk e che si applica a superfici piane, cilindriche o di altre sezioni: per eliminare il surplus di metallo lungo bordi e giunzioni del manufatto, questo viene fatto passare tra due file di nove spazzole oscillanti e rotanti, che lo trattano con la massima finezza. Un elemento metallico sottoposto a questo trattamento è rifinito con una tale precisione da risultare adeguato per l’utilizzo in ambito non solo alimentare ma anche medicale.

Devi realizzare degli elementi di carpenteria metallica idonei al contatto con il cibo? Possiamo aiutarti: oltre a garantirti la certificazione MOCA, abbiamo sessant’anni di esperienza nella lavorazione di precisione dei metalli, e una vocazione unica al problem solving che ci permette di studiare la soluzione più adeguata per ogni esigenza. Da questo know-how nasce il nostro esclusivo Protocollo Perfection, un metodo di lavoro che ci permette di garantire la massima accuratezza in ogni fase delle nostre realizzazioni, dalla progettazione all’esecuzione delle lavorazioni meccaniche, fino all’imballaggio e alla consegna dei manufatti.

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La differenza si può notare o meno a occhio nudo, ma può creare non pochi problemi: in carpenteria metallica di precisione, quando una lastra di metallo perde planarità, non è in grado di assolvere perfettamente ai compiti per cui era stata progettata.

Cos’è successo? Perché si è verificato questo problema? Purtroppo la lamiera può imbarcarsi anche quando ogni fase di lavorazione è stata eseguita a regola d’arte. Non si tratta di un errore umano, ma di un comportamento intrinseco del metallo, dovuto alla sua microstruttura.

Una nota di base: conoscere la lamiera

Già durante la produzione, la lamiera subisce cicli intensi di lavorazioni come riscaldamento, laminazione e raffreddamento. Questi processi purtroppo non avvengono praticamente mai in modo perfettamente uniforme: le zone superficiali si raffreddano più rapidamente rispetto al nucleo interno, generando gradienti termici che “fissano” nel materiale tensioni residue anche molto elevate. Il risultato è una lamiera che, all’apparenza, si presenta piana, ma che porta in sé uno stato di tensione non equilibrato, pronto a liberarsi al primo intervento, che sia di taglio, foratura, saldatura o altro.

Dal punto di vista fisico, quando si rimuove una porzione seppure minima di materiale, anche con un taglio laser di precisione, si altera l’equilibrio di queste tensioni interne. Il materiale rimanente ridistribuisce i carichi e si deforma: si incurva, si torce, si riempie di ondulazioni. Non è un difetto del processo, ma la risposta meccanica del metallo alla sua nuova condizione di equilibrio. Anche operazioni come piegatura, punzonatura o stampaggio modificano la struttura della lamiera: le fibre del metallo non si deformano tutte allo stesso modo, e questo genera squilibri che possono portare nel tempo a curvature o torsioni.

Questo fenomeno ha ovviamente implicazioni progettuali importanti. Progettare un componente metallico senza tenere conto del fatto che può imbarcarsi significa rischiare pezzi fuori tolleranza, giunzioni che non combaciano e assemblaggi difficoltosi. Nei settori dove le tolleranze sono strette, come ad esempio automotive, medicale o farmaceutico, anche deformazioni microscopiche possono compromettere la funzionalità del prodotto finale.

Se il pezzo non viene raddrizzato prima delle lavorazioni successive, le conseguenze si moltiplicano: errori dimensionali a cascata, difficoltà di saldatura, vibrazioni in esercizio e, nei casi più critici, rischi strutturali dovuti a tensioni che si sommano a quelle di esercizio, riducendo la vita utile del componente.

Quando raddrizzare la lamiera

In molti casi diventa indispensabile ricorrere a una lavorazione di raddrizzatura, un passaggio importante che permette di garantire qualità, stabilità dimensionale e affidabilità al manufatto metallico finale.

La raddrizzatura non è un’operazione da rimandare. Il momento in cui viene eseguita è determinante quanto la qualità della lavorazione stessa. La regola generale è che la lamiera andrebbe spianata prima di qualsiasi lavorazione successiva. Intervenire in questa fase significa infatti eseguire le successive lavorazioni su una superficie stabile, dove le tensioni residue sono già state neutralizzate e il materiale non riserva sorprese. Se sono previste delle saldature, la raddrizzatura va eseguita anche dopo di queste, poiché il ciclo termico della saldatura potrebbe introdurre nuove deformazioni localizzate che si sommano a quelle preesistenti.

Nei processi più critici, come la produzione di componenti strutturali o di precisione, può addirittura essere necessario prevedere più interventi di raddrizzatura lungo il ciclo produttivo, come ad esempio un intervento sul “grezzo” in ingresso e uno dopo le lavorazioni termiche più impegnative.

I vantaggi che si otterranno sono concreti e di non poco conto. Una lamiera piana infatti garantisce tolleranze dimensionali rispettate fin dal primo taglio, riducendo scarti e rilavorazioni costose. Ma migliora anche la qualità delle saldature, perché i lembi combaciano correttamente senza forzature. Facilita poi l’assemblaggio, eliminando giochi e tensioni di montaggio che potrebbero compromettere la tenuta strutturale del manufatto finale.

Sul lungo periodo, un componente raddrizzato correttamente presenta tensioni interne più basse, il che si traduce in maggiore resistenza alla fatica, minore rischio di deformazioni in esercizio e una vita utile più lunga. Nei settori maggiormente regolamentati questi aspetti non sono optional, ma possono diventare requisiti di conformità. Meglio quindi lavorare preventivamente, e raddrizzare la lamiera prima che sia necessario rifare tutto il progetto di carpenteria.

Come funziona una raddrizzatrice a rulli per lamiera

Non sono molte le realtà che dispongono di questa macchina, nonostante sia importantissima per assicurare la riuscita e la durabilità dei progetti di carpenteria metallica anche complessi.

Il principio di base del suo funzionamento è semplice: la lamiera passa attraverso una serie di rulli disposti sfalsati, con le prime curve più ripide e quelle verso l’uscita via via più dolci. I primi rulli impongono una deformazione più marcata, per “rompere” le tensioni residue più forti, mentre i rulli successivi applicano deformazioni sempre più lievi, per accompagnare il materiale verso la planarità. All’uscita dalla macchina, la lamiera avrà subito tante piccole piegature alternate che si compensano a vicenda, per questo risulterà piana e le sue tensioni interne saranno ridotte al minimo. Per fare un esempio: è come quando si cerca di raddrizzare un filo metallico piegandolo alternativamente in una direzione e in quella opposta.

In CIM Laser ci siamo dotati già negli anni ’90 di una spianatrice-raddrizzatrice a rulli Haemmerle, grazie alla quale possiamo eseguire una raddrizzatura eccellente su una vasta gamma di materiali e formati. Questo ci consente di assicurare lavorazioni sempre più precise e manufatti altamente performanti, evitando rischi come bordi irregolari, accoppiamenti che non combaciano, montaggi impossibili, ritardi e scarti di materiale.

Ci occupiamo da oltre sessant’anni di lavorazioni metalliche di precisione, abbiamo quindi un parco macchine e un know-how costruiti e perfezionati nel tempo, che ci consentono di affiancare i nostri partner con lavorazioni impeccabili a livello estetico e funzionale. È una delle garanzie del nostro sistema di lavoro collaudato, Protocollo Perfection, che ci pemette di assicurare risultati sempre eccellenti.

Hai un progetto o un’idea da realizzare? Per sapere cosa possiamo fare per te, CONTATTACI.

Nel comparto della lavorazione metallica e della carpenteria di precisione destinata al settore alimentare, ogni aspetto produttivo deve essere verificato con un’attenzione particolare: dal materiale scelto, al tipo di superficie che si vuole realizzare, fino ai trattamenti impiegati sui manufatti realizzati, per garantire che il contatto con gli alimenti sia sicuro.

In quest’ottica, il test di migrazione riveste un ruolo chiave: è una prova analitica che garantisce la sicurezza delle lavorazioni e della produzione.

In CIM Laser abbiamo recentemente eseguito presso un laboratorio specializzato un test di migrazione globale e specifica su quattro manufatti in acciaio inox AISI 304 e AISI 316, al fine di ottenere la certificazione come produttore idoneo al contatto alimentare e di essere iscritto al portale IMA.

Il D.Lgs. 29/2017 e i regolamenti UE sui MOCA – Materiali e Oggetti destinati al Contatto con Alimenti prevedono infatti che gli operatori comunichino la loro attività di produzione, trasformazione o assemblaggio di questo tipo di prodotti.  Essere iscritti al portale significa che si è adempiuto tale obbligo e che si è in linea con le buone pratiche richieste per operare in maniera sicura nel mondo della produzione di manufatti metallici destinati al contatto con gli alimenti.

Che cos’è un test di migrazione?

Un test di migrazione riferito alla carpenteria metallica è una prova di laboratorio che misura la quantità di sostanze che possono trasferirsi (o, in altri termini, migrare) da un materiale, in questo caso metallico, a un alimento. Per eseguire il test si ricorre a un simulante alimentare grazie al quale, in pratica, si valuta se il materiale nelle condizioni d’uso previste cede componenti (metalli, sostanze, impurità) all’alimento, e se tali trasferimenti rientrano nei limiti stabiliti dalle normative come sicuri.

Nel nostro caso, è stato utilizzato l’acido acetico al 3% come simulante per alimenti acidi (ad esempio pomodori, agrumi, salse contenenti aceto o limone, yogurt e prodotti fermentati, succhi di frutta acidi…). Questo perché l’ambiente acido è tra i più critici per l’interazione materiale–alimento. È stato eseguito un test di migrazione globale, che verifica se e quanto materiale complessivamente può migrare, e specifica, che verifica quanta migrazione ci può essere di diversi metalli. Nel nostro caso, abbiamo testato la migrazione di Cromo, Nichel e Manganese sui nostri manufatti in acciaio AISI 304 e 316.

Gli acciai inossidabili AISI 304 e AISI 316 sono tra le leghe più utilizzate in ambito alimentare grazie alla loro resistenza alla corrosione e alla capacità di formare uno strato passivato protettivo. Tuttavia, le condizioni di produzione (saldatura, piegatura, lucidatura, passivazione) possono alterare la superficie, incidendo sulla tenuta del film protettivo e aumentando il rischio di rilascio di metalli come Ni, Cr, Mn. Ad esempio, è noto che processi termici intensi o una passivazione non ottimale possono compromettere la protezione di una lamiera realizzata con questi tipi di acciaio. Da qui l’importanza di verificare, attraverso test di migrazione, che il manufatto metallico non rilasci metalli oltre livelli accettabili.

I vantaggi del test di migrazione per la produzione alimentare

L’esecuzione del test di migrazione globale e specifica di Cr, Ni e Mn in acido acetico al 3% è fondamentale per la produzione di manufatti di carpenteria metallica idonei al contatto alimentare, perché assicura il rispetto di diversi parametri essenziali.

  • Sicurezza del materiale: il test dimostra in modo oggettivo e documentato che i manufatti non rilasciano, nelle condizioni simulate, metalli o sostanze pericolose. Questo significa che possono essere impiegati in contatto con alimenti acidi senza rischi per la salute dei consumatori.
  • Conformità normativa: la normativa sui MOCA impone che i materiali destinati al contatto alimentare siano “sufficientemente inerti” da non trasferire sostanze in quantità tale da mettere in pericolo la salute dei consumatori, modificare in modo inaccettabile la composizione dell’alimento o alterarne le caratteristiche organolettiche (vale a dire aroma e sapore). Il test di migrazione è condizione indispensabile per l’iscrizione nel portale IMA e per la dichiarazione di idoneità al contatto alimentare.
  • Credibilità: sempre più clienti richiedono (giustamente!) fornitori certificati e controllati. Poter presentare risultati di test indipendenti aumenta presso clienti e enti di controllo la credibilità dell’azienda che ha richiesto i test, dimostrando che la carpenteria non si limita a produrre, ma verifica e certifica la sicurezza dei propri materiali.
  • Tracciabilità e trasparenza: dal test di migrazione si ottiene una documentazione analitica importante per la tracciabilità e la trasparenza, due requisiti essenziali richiesti dal portale IMA e dai regolamenti europei.
  •  Riduzione del rischio: sottoporre i materiali a test qualificati consente di anticipare problemi di non conformità, e di conseguenza di limitare drasticamente eventuali contestazioni in caso di audit o controlli da parte delle autorità sanitarie o dei clienti finali.

In CIM Laser lavoriamo da oltre 60 anni nella carpenteria metallica di precisione. Questa è una garanzia di impegno a fornire non solo manufatti funzionali, ma anche materiali e prodotti che rispettano sempre le normative vigenti, nell’ottica della massima sicurezza per il lavoro dei nostri partner e per la salute dei consumatori finali.

Il test di migrazione ci consente di assicurare la reale idoneità al contatto con alimenti acidi dei componenti metallici che realizziamo, e per i quali possiamo fornire tutte le garanzie e la documentazione necessarie.

Se hai bisogno di un progetto di carpenteria metallica di precisione per il settore alimentare, possiamo realizzarlo per te. Siamo un partner efficiente, collaborativo, aggiornato e attento alle tue esigenze: il nostro team ti assicura una consulenza approfondita in fase di progetto e l’impiego delle migliori tecnologie in produzione. Questo grazie al nostro metodo di lavoro ultracollaudato, Protocollo Perfection, orientato al problem solving e alla massima efficienza

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Chi lavora con il metallo sa che la lamiera non è mai un materiale completamente neutro. Anche quando sembra perfetta a prima vista, può portare dentro di sé tensioni residue, memorie di lavorazioni precedenti e deformazioni più o meno visibili. Tutti questi fattori, se non gestiti correttamente, possono creare problemi seri nelle lavorazioni successive come quelle di taglio, piegatura, saldatura o assemblaggio.

È per questo che in molti casi diventa indispensabile ricorrere a una lavorazione di raddrizzatura. Non si tratta di un dettaglio, ma di un passaggio importante che permette di garantire qualità, stabilità dimensionale e affidabilità al manufatto metallico finale.

In CIM Laser eseguiamo la spianatura con una spianatrice-raddrizzatrice a rulli Hämmerle, che ci consente di agire su una vasta gamma di materiali e formati.

Ecco quando (e perché) dovresti assolutamente spianare la lamiera.

I rischi di lavorare con una lamiera deformata

Le deformazioni non sempre dipendono da un difetto evidente della materia prima. Spesso sono il risultato di tensioni interne: le lamiere, durante i processi di laminazione e raffreddamento in acciaieria, possono accumulare stress residui che rimangono “congelati” nel materiale. All’apparenza quindi la lamiera sembra piana, ma al primo taglio o alla prima piega queste tensioni si rilasciano in modo imprevedibile. Il risultato è un pezzo che si incurva, si torce o si deforma improvvisamente.

È un fenomeno che può compromettere non solo l’estetica ma anche la precisione funzionale del manufatto metallico. Pensiamo a un pannello che deve essere assemblato in un macchinario: se dopo il taglio si deforma a causa delle tensioni interne, diventa difficile fissarlo correttamente e possono crearsi giochi, vibrazioni o addirittura rotture da fatica sul lungo termine. Per questo, la raddrizzatura non ha solo la funzione di appiattire la lamiera, ma anche di stabilizzarla, distribuendo e riducendo le tensioni interne. Una lamiera raddrizzata è una lamiera che reagirà in modo prevedibile durante le fasi successive, garantendo coerenza e qualità costante nelle lavorazioni.

La prima conseguenza evidente dell’utilizzare una lamiera non perfettamente piana è il rischio di errori dimensionali: un pezzo tagliato su una superficie che presenta ondulazioni può risultare impreciso, con bordi irregolari e accoppiamenti che non combaciano. Questo problema si amplifica man mano che il pezzo viene sottoposto ad altre lavorazioni successive. Una piega realizzata su una lamiera già deformata tenderà a peggiorare la distorsione, rendendo difficile il montaggio e compromettendo la funzionalità dell’intero assemblaggio.

Come ben sai, il rischio in questi casi non è solo tecnico, ma anche economico. Ogni errore di planarità si traduce in rilavorazioni, scarti, tempi aggiuntivi di correzione. In un contesto di carpenteria di precisione, una lamiera non raddrizzata può significare ritardi, aumento dei costi e, di conseguenza, perdita di competitività.

Le deformazioni che richiedono raddrizzatura

Non tutte le imperfezioni sono uguali. Alcune deformazioni possono essere accettabili in base all’utilizzo del pezzo, altre invece richiedono necessariamente un intervento. Le più comuni sono le ondulazioni e le curvature lungo tutta la superficie della lamiera, che ad esempio impediscono di appoggiarla correttamente sul banco di taglio laser. In questo caso il rischio è che il fascio del laser non mantenga la distanza costante dalla lamiera, compromettendo la qualità del taglio e creando bordi irregolari. Quindi quando una lamiera deformata deve essere sottoposta a taglio è essenziale spianarla.

Un’altra criticità frequente è l’imbarcamento localizzato, che può comparire intorno alle zone saldate o in corrispondenza di particolari tensioni accumulate. Anche questo tipo di deformazione, se non corretto, rende difficili le fasi di montaggio e può causare problemi estetici evidenti. Ci sono poi casi in cui la lamiera presenta torsioni o avvallamenti che vengono rilevati al momento di sottoporla a una nuova lavorazione. In queste situazioni la raddrizzatura consente di riportare il materiale alla planarità necessaria per garantire la precisione richiesta dal progetto.

Un discorso a parte riguarda i pezzi destinati ad applicazioni estetiche o a settori regolamentati, come il medicale o l’alimentare. Qui anche piccole imperfezioni possono risultare inaccettabili e addirittura compromettere la funzionalità del manufatto in ambienti sensibili. In questi contesti la raddrizzatura diventa non solo una lavorazione tecnica, ma un requisito di conformità.

Non si tratta di correggere un difetto estetico, ma di prevenire problemi funzionali, costi nascosti e ritardi nelle consegne. Una lamiera piana e stabilizzata è la base su cui costruire lavorazioni precise, affidabili e replicabili. È per questo che in CIM Laser eseguiamo la spianatura della lamiera con tecnologie altamente efficienti: questa lavorazione meccanica si effettua facendo passare la lamiera “storta” tra due file di rulli motorizzati che applicano una pressione variabile per raddrizzare il metallo in base al loro disassamento.

In CIM Laser ci occupiamo da oltre sessant’anni di lavorazioni metalliche di precisione, con attrezzature e competenze che ci consentono di realizzare manufatti metallici al massimo delle loro funzionalità pratiche ed estetiche. È una delle garanzie del nostro sistema di lavoro collaudato, Protocollo Perfection, che garantisce ai nostri partner risultati sempre eccellenti.

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L’impegno a rendere più sostenibili i propri processi di lavoro si può concretizzare in tanti gesti diversi. In CIM Laser, di recente, abbiamo fatto un passo in più verso un’operatività green introducendo una novità in tutte le postazioni di lavoro in officina: un device che ci permette di risparmiare l’utilizzo della carta.

Questa scelta va non solo a tutto vantaggio dell’ambiente ma anche dell’operatività del nostro team, che risulta più efficiente e semplificata.

Sostenibilità e operatività CIM Laser riduce l’uso di carta sul lavoro (3)

L’evoluzione green in CIM Laser

Quello di rimuovere completamente l’utilizzo della carta dall’officina è un obiettivo che in CIM Laser stiamo perseguendo concretamente da tempo. Ora abbiamo introdotto una novità essenziale per aiutarci a raggiungere questo scopo: abbiamo dotato tutte le postazioni di lavoro in officina di un carrello equipaggiato con un mini PC e schermo touch da 32”.

Grazie a questa innovazione, gli operatori non hanno più bisogno di stampare e portare con sé i disegni e i progetti su fogli di carta, perché possono accedere ad essi comodamente da ogni postazione. Questo consente un grande risparmio di carta ma non solo, anche di tempo: tramite un sistema web integrato con il nostro gestionale FACTORY gli operatori hanno infatti la possibilità di accedere a tutto il materiale audio/video opportunamente allegato ad ogni singolo codice in produzione. È facile comprendere come questo renda incredibilmente più semplice e veloce ricercare (e trovare!) informazioni utili per il proprio lavoro.

Per fare un esempio delle funzionalità di questo sistema, immaginiamo di dover costruire un armadio: l’operatore dedicato, scannerizzando la fase di lavorazione a lui preposta, potrà visualizzare procedura costruttiva, eventuali dettagli fotografici o qualsiasi altro file che possa aiutarlo nella realizzazione del suo compito. Inoltre ha anche la possibilità di ingrandire tutti questi elementi come se stesse usando un comune smartphone, per visualizzare tutti i dettagli con la massima chiarezza.

Un sistema integrato di questo tipo, che combina accesso veloce alle informazioni, dematerializzazione dei documenti e semplicità di visualizzazione, è un vantaggio non solo a livello di sostenibilità ma anche a livello operativo.

Sostenibilità e operatività CIM Laser riduce l’uso di carta sul lavoro (4)

In CIM Laser abbiamo un Lean Production Mindset collaudato, che ci consente di rendere più fluido e flessibile il flusso del nostro lavoro, evitando il rischio di colli di bottiglia operativi. Anche in quest’ottica ci impegniamo a migliorare continuamente i processi produttivi: l’introduzione del carrello con mini PC e touch screen nelle nostre postazioni è un modo in più di assicurare ai nostri partner massimo valore, velocità, precisione, attenzione.

Con il nostro sistema esclusivo di gestione della produzione, Protocollo Perfection, operiamo anche nei settori più complessi e risolviamo criticità che altri trovano insormontabili.

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Se hai bisogno di unire due elementi metallici, la prima soluzione a cui normalmente si pensa è la saldatura. È una tecnica consolidata, conosciuta da chiunque lavori nel settore, ed è sempre stata sinonimo di robustezza e affidabilità. Ma non è l’unica possibilità, soprattutto se hai bisogno di una lavorazione di carpenteria metallica di precisione, perché puoi anche pensare di rivolgerti a dei professionisti in grado di effettuare per te un incollaggio. Se viene eseguita da un esperto qualificato, questa è una lavorazione industriale certificata, capace di offrire diversi vantaggi e garanzie superiori.

Attenzione però: non è detto che l’incollaggio sia la soluzione migliore per il tuo progetto! E se fosse meglio eseguire una “classica” saldatura?

La scelta tra saldatura e incollaggio non è mai banale. Dipende da diversi fattori, inclusi i requisiti estetici e funzionali del pezzo che devi realizzare. Ecco qualche indicazione da tenere in considerazione per orientarsi al meglio nella scelta.

Che cos’è la saldatura e quando è la soluzione ideale

Iniziamo dalle definizioni: la saldatura è un processo di giunzione che sfrutta il calore per fondere i lembi degli elementi metallici da unire, eventualmente con l’aggiunta di materiale d’apporto. Il risultato è molto resistente, adatto a sopportare carichi elevati e sollecitazioni meccaniche importanti.

I vantaggi principali della saldatura sono quindi la resistenza strutturale e la durata nel tempo. Una saldatura ben eseguita diventa parte integrante del pezzo e può reggere anche in condizioni gravose. Per questo rimane la scelta preferita in molte applicazioni, soprattutto per la realizzazione di giunzioni portanti o di manufatti metallici soggetti a urti e vibrazioni.

Questa lavorazione ha però anche dei limiti. Il calore sviluppato durante il processo di saldatura può creare sulla lamiera delle zone termicamente alterate, che possono essere più soggette alla corrosione perché hanno sviluppato caratteristiche chimiche e meccaniche diverse rispetto al resto della lamiera.

Inoltre, la saldatura lascia spesso tracce visibili: cordoni, segni di fusione, ossidazioni. Per ridurli sono necessarie lavorazioni di finitura aggiuntive, come smerigliature e lucidature, che hanno di conseguenza un impatto su tempi e costi del progetto.

Come scegliere tra saldatura e incollaggio

L’incollaggio e le sue caratteristiche

L’incollaggio è invece una lavorazione completamente diversa, che utilizza adesivi industriali certificati per unire in modo permanente componenti metallici o multimateriale. È un processo con standard e certificazioni ben precisi, che richiede personale qualificato e ambienti di lavoro controllati. Gli adesivi che vengono utilizzati sono speciali, e possono essere ad esempio epossidici bicomponenti, acrilici strutturali, poliuretanici, cianoacrilati… ognuno di essi va selezionato in base ai materiali su cui verrà utilizzato e alle prestazioni che ci si attende. L’incollaggio può richiedere pochi secondi oppure tempi un po’ più lunghi se è necessario “mettere in posa” gli elementi incollati tra loro, magari anche fissandoli con dei morsetti. In generale, le tempistiche dell’incollaggio sono comunque molto ridotte, e a questo va aggiunto anche il fatto che non sono necessarie lavorazioni estetiche successive.

Questo perché, a differenza della saldatura, l’incollaggio non richiede calore. Questo significa che non ci saranno zone termicamente alterate né deformazioni dovute alla dilatazione del metallo. Il materiale incollato mantiene intatte le proprie caratteristiche meccaniche ed estetiche.

Inoltre, l’incollaggio permette di unire materiali diversi tra loro, come acciaio e alluminio, oppure metallo e vetro. È una possibilità molto utile in settori come il medicale, l’alimentare o il design, dove la combinazione di materiali è determinante per la qualità estetica del risultato.

Un aspetto da considerare quando devi scegliere tra incollaggio e saldatura di due elementi metallici è appunto l’estetica. L’incollaggio infatti non produce giunzioni visibili, ma totalmente prive di cordoni. La superficie resta pulita e uniforme, pronta per essere utilizzata o per ricevere trattamenti estetici senza ulteriori lavorazioni.

Anche in questo caso, però, esistono dei limiti all’utilizzo di questa lavorazione: la resistenza finale dell’incollaggio dipende infatti dalla corretta preparazione delle superfici e dal rispetto rigoroso delle procedure. È per questo che l’incollaggio deve essere eseguito solo da operatori certificati e in ambienti controllati.

Come scegliere tra saldatura e incollaggio CIM Laser

In CIM Laser eseguiamo sia la saldatura che l’incollaggio, valutando di volta in volta quale garantisce al cliente il risultato migliore in termini di prestazioni, tempi e costi. Per assicurarti un incollaggio a regola d’arte, lo facciamo eseguire da un operatore che ha acquisito la certificazione di European Adhesive Bonder dalla European Federation for Welding, Joining and Cutting EWF, l’organizzazione europea dedicata all’istruzione, alla formazione, alla qualificazione e alla certificazione nel campo della saldatura e delle tecnologie correlate. È un’attestazione che conferma le competenze del team CIM Laser su tutti i requisiti concordati da tutte le società nazionali di saldatura e giunzione all’interno dell’EWF. E che quindi ti garantisce che il tuo progetto verrà gestito nel modo più adeguato, conformemente alle normative, assicurandoti l’impiego di materiali testati e l’assenza di variazioni di qualità tra diversi prodotti incollati.

Hai bisogno di un progetto di carpenteria metallica di precisione? Il nostro team può garantirti la consulenza necessaria perché venga eseguito al meglio, e realizzarlo per te con le migliori tecnologie. Grazie al nostro metodo di lavoro ultracollaudato, Protocollo Perfection, ti assicuriamo un approccio sempre orientato al problem solving e alla massima efficienza. È così che in CIM Laser lavoriamo da oltre sessant’anni.

Per sapere cosa possiamo fare per te, CONTATTACI.

La certificazione European Adhesive Bonding assicura che gli addetti che lavorano sui processi di incollaggio strutturale eseguano le operazioni seguendo sempre determinate regole e tecniche specifiche.

Come incide questo sui tuoi prodotti?

In sintesi, questa certificazione assicura l’assenza di cambi di qualità tra un prodotto e l’altro e che i materiali e le tecnologie utilizzate per l’incollaggio siano tutti testati in base a specifici criteri.  

Se vuoi essere certo di rispettare i più alti standard di qualità per la tua lavorazione di incollaggio, CONTATTACI per una consulenza personalizzata!

Per assicurare il grado di accuratezza necessario nella carpenteria metallica di precisione, ci sono molti dettagli da tenere in considerazione. Ovviamente il know-how è la caratteristica principale da possedere, ma anche la scelta delle tecnologie da utilizzare gioca un ruolo essenziale nel determinare le performance che si possono garantire.

Ad esempio: per effettuare un taglio laser alla perfezione è sufficiente disporre della tecnologia di taglio? La risposta è no. C’è infatti una tecnologia strategica che le aziende non esperte spesso non conoscono, ma che assicura la continuità e l’affidabilità del taglio laser. Si tratta del generatore d’azoto.

Il ruolo dell’azoto nel taglio laser

Quando si esegue un taglio laser su una lamiera in acciaio inox, è necessario un gas di assistenza per migliorare l’efficacia del processo. Nel nostro caso, quel gas è l’azoto, che ha una funzione molto precisa: rimuovere il metallo fuso dal taglio e impedire che si ossidi.

A differenza dell’ossigeno, che reagisce con il materiale fuso favorendo il taglio ma allo stesso tempo ossidando i bordi, l’azoto è inerte. Questo significa che non crea reazioni chimiche con i metalli con cui viene in contatto, non altera il bordo e mantiene la lamiera pulita e senza difetti anche dopo il taglio.

In sintesi, grazie all’azoto è possibile offrire ai clienti:

  • tagli senza ossidazioni,
  • bordi più precisi e regolari,
  • superfici pronte per essere saldate o verniciate, senza necessità di rilavorazioni.

Per rendere l’azoto disponibile nella sede di taglio, ci sono due diverse possibilità, e cioè dotarsi di questo gas in bombole e serbatoi oppure di un generatore. Sebbene entrambe le alternative consentano di beneficiare delle qualità di questo gas, hanno delle differenze notevoli a livello gestionale, che possono avere un’influenza sulla produttività e sul rispetto delle tempistiche.

Differenza di gestione tra bombole e generatore d’azoto

Per chi si occupa di carpenteria metallica è possibile affidarsi a fornitori esterni per l’approvvigionamento di azoto, acquistandolo già prodotto in bombole o serbatoi criogenici. Ma questo modello di lavoro comporta limiti importanti per la produttività:

  • Il rischio di fermi produttivi in caso di bombole esaurite e mancata consegna delle nuove forniture.
  • I costi nascosti legati a logistica, noleggio, trasporto del materiale.
  • La necessità di prevedere degli spazi di stoccaggio in azienda.
  • L’esigenza di porre la massima cautela nella movimentazione delle bombole.
  • Un maggiore impatto ambientale legato alla movimentazione continua delle bombole.

Per evitare questo tipo di rischi, la soluzione migliore è quella di ricorrere a un generatore d’azoto, che estrae il gas direttamente dall’aria compressa. Così facendo, si può produrre solo l’azoto di cui c’è bisogno, al momento giusto. Oppure, se si dispone di un impianto di generazione di azoto con un serbatoio di accumulo, è possibile produrre il gas in anticipo e stoccarlo: in CIM Laser abbiamo un impianto con serbatoio da 5000 litri che ci permette, nei momenti di scarso bisogno di gas di assistenza, di ricaricare un vero e proprio polmone indispensabile per poter procedere con reattività e prontezza a fasi di taglio richieste con urgenza.

Oltre ad assicurare il rispetto delle tempistiche di produzione, un generatore d’azoto consente di tenere sotto controllo la purezza del gas e la pressione con cui viene erogato. I laser in fibra di ultima generazione (incluso il nostro CUTILITE PENTA) spesso lavorano con pressioni fino a 25–30 bar, soprattutto su acciai inox di medio-alto spessore.

Purezza e pressione hanno entrambe un impatto diretto sull’uniformità del taglio.

In CIM Laser utilizziamo un generatore con tecnologia Pressure Swing Adsorption in grado di produrre azoto puro al 99,999% e di mantenere costante la pressione e la purezza del gas, in modo da eliminare le variazioni che si possono invece avere quando si utilizzano bombole o serbatoi.

L’utilizzo di azoto impuro può anche ridurre la durata degli ugelli e di vari altri componenti del laser stesso, allungando ulteriormente le tempistiche di lavoro.

Avendo a disposizione un generatore d’azoto, possiamo pianificare al meglio i cicli di taglio per assicurarci di poterli eseguire tutti nelle scadenze concordate, questo perché non dipendiamo da fornitori esterni per la consegna di nuove bombole e disponiamo di un serbatoio di accumulo che ci consente di gestire le urgenze.

In CIM Laser sappiamo bene quanto conta la precisione. Grazie al nostro know-how, costruito in oltre sessant’anni di attività, sappiamo anche riconoscere le migliori tecnologie di cui dotarci per assicurare ai nostri partner di soddisfare ogni loro esigenza. Come ad esempio il nostro generatore d’azoto.

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Nel linguaggio comune, la carpenteria metallica è quella che taglia, piega, salda. Ma quando ci si riferisce alla carpenteria metallica di precisione si apre un mondo fatto di dettagli, strumenti, tolleranze, materiali, lavorazioni complesse e scelte tecniche che solo chi è attrezzato e formato può affrontare con sicurezza. Non si tratta di una sfumatura, ma di un cambio di approccio, di cultura produttiva, di visione.

Quando la carpenteria metallica è di precisione macchinari cim laser

Non è solo una questione di macchine

La carpenteria metallica di precisione non è fatta solo di tecnologia, ma di metodo e mentalità. Chi affida una commessa si aspetta che ogni pezzo venga controllato, tracciato, validato prima della consegna. Il controllo qualità nella carpenteria metallica di precisione non è un’operazione finale: è integrato nel processo. Dal primo taglio all’ultimo assemblaggio, ogni fase viene registrata, e ogni operatore sa esattamente quali sono i margini di errore ammessi (soprattutto quando sono sotto al millimetro).

Tutto questo ha un obiettivo preciso: permettere ai clienti di ricevere componenti pronti per essere montati o integrati nei loro sistemi, senza sorprese, senza rilavorazioni, senza perdite di tempo. In alcuni settori di lavoro, come ad esempio quello farmaceutico e medicale, la precisione delle lavorazioni ha ricadute anche sulla sicurezza dei manufatti realizzati.

Servono infatti delle competenze e delle accortezze precise per progettare e realizzare macchinari per questi ambiti di lavoro, in modo da assicurarne la conformità. Ad esempio, i materiali selezionati devono essere certificati, è necessario garantire procedure di produzione che assicurino l’assenza di contaminazioni, serve rispettare parametri di rugosità minima molto stringenti: un rugosimetro certificato deve individuare irregolarità che si misurano in sottomultipli di millimetro per realizzare lamiere sicure per l’utilizzo in ambito medicale o farmaceutico.

Per assicurare il rispetto di tutte le esigenze dei clienti, è essenziale anche garantire al 100% la tracciabilità dei lotti di materie prime utilizzati per realizzare ogni componente metallico.

Un altro elemento fondamentale per la realizzazione di lavorazioni di carpenteria metallica di precisione è la capacità di dialogare con l’ufficio tecnico del cliente. Chi si occupa di carpenteria di precisione non si limita infatti a eseguire un compito, ma collabora attivamente, proponendo soluzioni alternative e migliori, suggerendo modifiche per facilitare l’assemblaggio o per ridurre i tempi produttivi. Questo fa la differenza soprattutto nelle fasi di prototipazione o nei progetti complessi, dove la sinergia tra progettista e officina diventa cruciale. Nel momento in cui si riceve una richiesta o un disegno tecnico, è necessario passare alla sua interpretazione prima che alla sua realizzazione. E qui si vedono grosse differenze tra l’approccio della carpenteria metallica generica e quello della carpenteria metallica di precisione.

Quando la carpenteria metallica è di precisione taglio laser cim

Un esempio: la ricerca della perfezione nel taglio

Il taglio laser, a prima vista, potrebbe sembrare un’operazione “semplice”: basta impostare una macchina e lasciare che il raggio tagli il metallo. Ma per ottenere un risultato davvero preciso, con bordi netti, superfici pulite ed eventualmente manufatti pronti alla saldatura o alla verniciatura, serve molto di più. Il taglio laser, nella carpenteria di precisione, è un passo di un processo controllato, che richiede attrezzature altamente specializzate per eseguire sagome metalliche prive di sbavature.

In CIM Laser, ad esempio, abbiamo un metodo di sbavatura per contatto brevettato applicabile a superfici piane che ci consente di ottenere manufatti metallici precisissimi e puliti. Si chiama CIM SILK e lo effettuiamo tramite un rullo rivestito di tela abrasiva e una doppia serie di spazzole oscillanti e rotanti con supporti abrasivi a grana sottile. I pezzi da lavorare vengono fatti scorrere su un nastro, e nel caso di elementi di dimensioni molto piccole utilizziamo un innovativo metodo di sbavatura a cluster tramite appositi tappeti adesivi sterilizzati.

Inoltre abbiamo scelto di utilizzare esclusivamente azoto ad altissima purezza come gas di assistenza nel taglio laser. Lo produciamo internamente con un generatore dedicato, in modo da garantire continuità e qualità costante alle lavorazioni. Questo ci permette di lavorare sul metallo senza creare ossidazioni sul bordo, realizzando una finitura pronta all’uso.

Solo facendo attenzione a diverse classi di variabili, disponendo di certificazioni superiori, assicurando competenze tecniche e normative allo stato dell’arte è possibile, infatti, garantire lavorazioni di carpenteria metallica che siano davvero di precisione.

Quando la carpenteria metallica è di precisione

In CIM Laser lavoriamo spesso con aziende di settori come automazione, robotica, packaging e medicale, e sappiamo benissimo che sono ambiti dove non ci si può permettere approssimazioni, quindi i pezzi che realizziamo devono essere perfetti, compatibili, funzionali. Per questo il nostro sistema di lavoro è stato collaudato per garantire l’eccellenza nelle lavorazioni di carpenteria metallica di precisione: si chiama Protocollo Perfection, è un sistema di gestione esclusivo e proprietario che applichiamo a ogni lavorazione e che ci consente di assicurare elevatissimi standard di precisione e sicurezza.

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In carpenteria metallica, ogni dettaglio tecnico fa la differenza sulla qualità e i tempi delle lavorazioni: affidarti a un partner che dispone di un generatore d’azoto in azienda, ad esempio, rappresenta un vantaggio competitivo concreto rispetto a chi non lo possiede.

In sintesi, i principali vantaggi di un generatore d’azoto in carpenteria metallica sono: la pressione costante del gas, la riduzione dei fermi macchina e la qualità sempre elevata della purezza del gas, tutti elementi fondamentali per garantire lavorazioni precise e puntuali.

In CIM Laser disponiamo di un generatore d’azoto all’avanguardia che ci permette di assicurare questi standard elevati su ogni progetto, dal taglio laser alla saldatura, fino alla protezione dall’ossidazione delle lamiere.

Abbiamo inoltre sviluppato un sistema esclusivo di gestione della produzione chiamato Protocollo Perfection, che ci consente di affrontare e risolvere difficoltà produttive e progettuali spesso ritenute insormontabili da molti competitor. Grazie a una pianificazione ottimale e a oltre 60 anni di esperienza, garantiamo collaborazioni solide e risultati soddisfacenti per imprese di molteplici settori.

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