Carpenteria leggera di precisione dal 1961 – CIM LASER

Info e news sulla carpenteria leggera di precisione

Info e news sulla carpenteria leggera di precisione

I clienti ci chiedono sempre più frequentemente di marcare i loro prodotti per poterne garantire la completa tracciabilità; nel caso di manufatti di piccole dimensioni e di formati particolari (come per esempio molto sottili o attorcigliati) si ricorre alla marcatura per mezzo di numeri di serie, codici a barre o QR code che consentono di identificare il prodotto, fornendo numerose informazioni.

Queste incisioni possono essere impresse su diverse tipologie di metalli, come acciaio inox, leghe di acciaio, alluminio, titanio, leghe di titanio, ottone, rame, altri metalli preziosi e rivestiti.

In questi casi l’unico modo per ottenere un ottimo risultato è utilizzare il laser, tecnologia che noi consigliamo e proponiamo ai nostri clienti.

Visto che questa necessità è molto diffusa abbiamo pensato di dedicare un post del nostro blog proprio a questo argomento, in modo da chiarire alcune informazioni fondamentali.

Partiamo con una premessa, spesso si sottovaluta l’importanza della marcatura dei pezzi: chiaramente, non è una lavorazione che influisce sulla funzionalità del manufatto ma, se fatta bene, contribuisce a codificare correttamente i pezzi e di conseguenza, a ottimizzare la gestione della produzione. I codici possono contenere innumerevoli quantità di informazioni legate alle caratteristiche del prodotto, alla sua sicurezza o, ancora, alla sua autenticità. Rappresentano quindi per le aziende un’importante risorsa.

 

Quali codici è possibile marcare con il laser?

Nella maggior parte dei settori industriali (automotive, farmaceutico, informatico, elettronico, etc.) viene richiesto di inserire sui manufatti i codici 2D o bidimensionali, composti da parti nere disposte all’interno di uno schema bianco quadrato. Sono considerati i “discendenti” dei codici a barre (più utilizzati una volta) dal momento che consentono di “immagazzinare” una maggior quantità di informazioni rispetto al codice a barre occupando meno spazio fisico.

Ne esistono di diverse tipologie che possono essere decodificate grazie a uno semplice smartphone o a un lettore specifico. Tra queste, ricordiamo il DataMatrix, un codice 2D, molto utilizzato in diversi settori dal momento che riesce a contenere numerose informazioni nonostante le ridotte dimensioni (tra i 5 e i 10 mm). Inoltre, è semplice da scansionare e difficilmente danneggiabile.

 

Perché il laser?

Come già accennato, il laser è lo strumento ideale per marcare i codici seriali sui manufatti metallici (o anche di legno, plastica, etc.) perché garantisce il raggiungimento di una serie di performance.

  • Massima precisione
    Per essere facilmente leggibile o scansionabile la marcatura del codice dev’essere estremamente precisa e il laser, grazie alle sue caratteristiche tecniche, garantisce questa precisione.

 

  • Spazi ridotti

Il laser permette, inoltre, di inserire i codici in spazi anche molto ridotti, aspetto fondamentale nel caso di manufatti di piccole dimensioni.

 

  • Lunga durata e flessibilità

La marcatura eseguita con il laser produce un risultato permanente, resistente all’abrasione, al calore, agli acidi e ad alto contrasto. Il laser, inoltre, si adatta bene a diverse tipologie di materiali come acciaio, alluminio, alluminio anodizzato, titanio oro, argento, ottone, rame oltre che plastica e tessuti.

 

  • Economicamente vantaggioso

Rispetto ad altri sistemi di marcatura, il laser lavora in maniera più rapida, non prevede particolari spese di manutenzione e non produce materiali di scarto. Inoltre, una volta impostato il processo, la lavorazione è particolarmente veloce e non altera minimamente le caratteristiche del prodotto.

 

CIM, che si occupa da sessant’anni della lavorazione di manufatti in lamiera, è in grado di offrire ai clienti la migliore soluzione di marcatura al laser analizzando la tipologia di materiale da lavorare e le richieste del cliente relative alle caratteristiche del codice.

CIM interviene su molteplici materie prime di cui conosce alla perfezione le caratteristiche e le risposte in fase di produzione: ferro, acciaio, inox, alluminio, materiale plastico.

Inoltre, da sempre, CIM si è distinta per l’elevato know-how e lo spiccato problem solving.

Per saperne di più,

Ti sei mai chiesto perché quando due pezzi di metallo vengono saldati fra loro appaiono dei colori cangianti?

Nel post del blog di oggi proviamo a spiegarne i motivi.

Quando un metallo è sottoposto ad altissime temperature, l’ossigeno presente nell’aria reagisce con gli atomi presenti sulla sua superficie, formando un composto chiamato ossido.

Questo processo può avvenire anche molto lentamente e a temperature ben più basse rispetto a quelle menzionate come succede, per esempio, con la ruggine che altro non è che ossido di ferro.

Quando lo strato di ossido è estremamente sottile, la luce vi interagisce in maniera molto particolare dando origine a una sorprendente pletora di colori, come si può notare durante il processo di saldatura.

Tale effetto è chiamato “interferenza di film sottile”, ed è lo stesso “fenomeno” che si verifica quando si crea una superficie variopinta sulle pozzanghere durante la pioggia o l’iridescenza delle tanto amate bolle di sapone.

L’essenza di questo fenomeno si comprende attraverso le seguenti nozioni: la luce visibile, ad esempio quella che arriva dal sole, è un insieme di radiazioni di diverse lunghezze d’onda, e a ciascuna lunghezza d’onda corrisponde un colore. Tutti ricorderanno il disco dei colori che ci facevano costruire da bambini e che girandolo velocemente diventava bianco. Ecco, la luce del sole (la parte visibile) è luce bianca, cioè l’insieme di determinate radiazioni di lunghezze d’onda, e dunque di colori precisi.

Queste radiazioni possono inoltre andare incontro a interferenza, la quale può essere costruttiva, quando le radiazioni incontrandosi si “uniscono” a formare un’onda più grande, oppure distruttiva, quando si cancellano a vicenda.

Senza entrare nella complicata matematica che governa questi fenomeni, basti immaginare la luce come un insieme di queste onde che, incontrando il film, che scientificamente parlando è uno strato di materiale con spessore da frazioni di nanometri a svariati micrometri, possono essere trasmesse o riflesse da esso.

La radiazione trasmessa, se lo strato è sufficientemente piccolo, può rimbalzare sullo strato sottostante e tornare verso la superficie con un leggero “ritardo”. Questa poi, incontrando le onde inizialmente riflesse, può interagire costruttivamente o distruttivamente, effettivamente selezionando uno specifico range di lunghezze d’onda, e dunque di colori, che ci arrivano agli occhi.

Il colore dipende quindi dalla dimensione dello strato, che nel caso delle saldature su acciaio varia dal giallo al blu al crescere dello spessore, e ci dà una misura qualitativa sull’entità dell’ossidazione avvenuta.

Ovviamente nel caso in cui si renda necessario è possibile intervenire su questi aloni colorati con alcuni processi, come la lucidatura che consente di far tornare la superficie metallica al suo aspetto originario.

CIM si occupa da sessant’anni della lavorazione di manufatti in lamiera di ogni tipo, che vengono studiati e realizzati attraverso un processo produttivo completo: dalla progettazione alle lavorazioni meccaniche di taglio laser, piegatura e saldatura, fino all’imballaggio e alla consegna. CIM interviene su molteplici materie prime di cui conosce alla perfezione le caratteristiche e le risposte in fase di produzione: ferro, acciaio, inox, alluminio, materiale plastico.

Inoltre, da sempre, CIM si è distinta per l’elevato know-how e lo spiccato problem solving.

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Quando parliamo di lucidatura è necessario fare una premessa: si tratta, infatti, di una tecnica che richiede grande precisione fin dalle prime fasi, dal momento che qualsiasi danno o imperfezione, anche il più piccolo, richiede ore di lavorazione supplementare per il ripristino della superficie.

Basta un piccolo errore per dare vita a ritardi e spreco di risorse per te e per il tuo fornitore. È, infatti, fondamentale movimentare con cura la lamiera, fin dalle sue prime fasi, in modo da proteggere la superficie che dovrà poi essere trattata con delle apposite pellicole adesive.

Pertanto, se hai bisogno di un manufatto in lamiera senza aloni di saldatura ci sono alcuni elementi da considerare che ti possono essere utili.

 

La lucidatura “contro” gli aloni colorati della HAZ

Quando sul manufatto, in seguito alle operazioni di saldatura, si crea una zona termicamente alterata, detta anche HAZ (Heat-Affected Zone) sarà allora necessario ricorrere a un processo di lucidatura. L’area in questione risulta immediatamente visibile perché in seguito al processo di ossidazione l’acciaio cambia colore.

Il tipo di colore che va dal giallo al blu, passando per il viola, varia in base alla temperatura raggiunta dalla lamiera in fase di saldatura. Questi aloni colorati, chiamati anche heat tint, possono anche estendersi oltre la zona coinvolta.

La presenza della zona termicamente alterata e, in alcuni casi, la sua estensione dipendono da diversi fattori come:

  • il contenuto di cromo presente nell’acciaio;
  • il livello di ossigeno;
  • la rugosità della superficie;
  • la presenza di altre sostanze come olio, vernice, ossido.

La zona di influenza termica altera le caratteristiche del metallo e può diventare un “punto debole” del tuo manufatto.
Una delle lavorazioni a cui si può ricorrere per eliminare gli aloni è, appunto, la lucidatura meccanica.
Chi si occupa della lucidatura del tuo manufatto deve però fare molta attenzione perché, come dicevo in precedenza, basta davvero poco per sbagliare.

Ci sono, infatti, diversi modi per ripristinare la superficie dell’acciaio, in seguito alla formazione della HAZ. Tra questi i più efficaci sono:

  • l’uso di una pasta abrasiva accostata al passaggio di dischi in cotone montati su smerigliatrici angolari pneumatiche, la soluzione ideale per una lucidatura “a specchio”;
  • una serie di azioni abrasive e allo stesso tempo lucidanti con dischi a struttura piramidale e ruote in panno abrasivo che consentono di ottenere una finitura molto regolare e uniforme, lavorazione perfetta per il trattamento di superfici satinate.

Questo tipo di lavorazioni permettono di arrivare in modo “meccanico” allo strato sottostante ma richiedono tempo e implicano uno “scarto” di materiale.  Bisogna, inoltre, considerare che si tratta di soluzioni impattanti anche dal punto di vista “umano”, in quanto generano scarti e polveri sottili che, se non opportunamente aspirate, possono essere, a lungo termine, dannose per la salute dei lavoratori.

In questi casi, noi di CIM trattiamo l’acciaio satinato con un impianto di elettrolucidatura chimica che ci consente di rimuovere accuratamente gli aloni di saldatura della zona termicamente alterata.  L’elettrolucidatura è un processo di lavorazione superficiale che, grazie a una soluzione elettrolitica, permette di rimuovere eventuali aloni di saldatura senza apportare modifiche strutturali e meccaniche al pezzo ed è utile soprattutto per raggiungere zone difficili da “trattare” e lucidare con i consueti strumenti.

In conclusione, quando hai la necessità di ricorrere alla lucidatura, ti consigliamo di affidarti a un fornitore esperto, capace di utilizzare le tecniche più all’avanguardia e in possesso di un know-how specifico che gli consentiranno di garantirti il perfetto trattamento della lamiera, evitando ulteriori problemi.

CIM si occupa da sessant’anni della lavorazione di manufatti in lamiera di ogni tipo, che vengono studiati e realizzati attraverso un processo produttivo completo: dalla progettazione alle lavorazioni meccaniche di taglio laser, piegatura e saldatura, fino all’imballaggio e alla consegna. CIM interviene su molteplici materie prime di cui conosce alla perfezione le caratteristiche e le risposte in fase di produzione: ferro, acciaio, inox, alluminio, materiale plastico.

Inoltre, da sempre, CIM si è distinta per l’elevato know-how e lo spiccato problem solving.

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